Di origine africana, Gelasio ebbe un posto di responsabilità come segretario e consigliere di papa Felice III, morto il quale, il 25 febbraio del 492, fu eletto pochi giorni dopo a succedergli. La Chiesa allora versava in una situazione difficile: da 8 anni quella orientale era separata da Roma e in Occidente l’instaurazione dei nuovi regni barbarici, in gran parte ariani, creava turbamento. La sua attenzione costante fu rivolta alla Chiesa d’Oriente al fine di ricondurla all’unità cattolica, anche se non si giunse a comporre lo scisma per difficoltà con l’imperatore Anastasio I, che non faceva mistero delle sue predilezioni per il monofisismo; a costui Gelasio scrisse una memorabile lettera nella quale esponeva la dottrina dei rapporti tra sacerdozio e impero: l’autorità spirituale eccelle su quella temporale in quanto provvede al governo delle anime, onde all’imperatore non è lecito inserirsi negli affari interni della Chiesa. Morì nel 496 e fu sepolto in San Pietro.
"Il segreto della vita cristiana è l'amore. Solo l'amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nei cuori." Papa Francesco 8/10/2013
venerdì 21 novembre 2014
Santo del giorno
Di origine africana, Gelasio ebbe un posto di responsabilità come segretario e consigliere di papa Felice III, morto il quale, il 25 febbraio del 492, fu eletto pochi giorni dopo a succedergli. La Chiesa allora versava in una situazione difficile: da 8 anni quella orientale era separata da Roma e in Occidente l’instaurazione dei nuovi regni barbarici, in gran parte ariani, creava turbamento. La sua attenzione costante fu rivolta alla Chiesa d’Oriente al fine di ricondurla all’unità cattolica, anche se non si giunse a comporre lo scisma per difficoltà con l’imperatore Anastasio I, che non faceva mistero delle sue predilezioni per il monofisismo; a costui Gelasio scrisse una memorabile lettera nella quale esponeva la dottrina dei rapporti tra sacerdozio e impero: l’autorità spirituale eccelle su quella temporale in quanto provvede al governo delle anime, onde all’imperatore non è lecito inserirsi negli affari interni della Chiesa. Morì nel 496 e fu sepolto in San Pietro.
giovedì 20 novembre 2014
Santo del giorno
Questi tre martiri sarebbero stati soldati della famosa Legione Tebea, che durante il massacro di Agauno tentarono la fuga. Inseguiti, Avventore e Ottavio furono raggiunti a Torino e colà trucidati; Solutore, più giovane e agile, continuò a fuggire, benché ferito, e si nascose in una cava di sabbia, ma, scoperto a sua volta, fu decapitato sulle rive della Dora Riparia. Secondo la tradizione, una matrona cristiana di nome Giuliana raccolse i corpi dei martiri e li seppellì costruendo sul sepolcro una cappella, successivamente convertita in basilica. Nel 1006 l’antica basilica fu rinnovata e incorporata in un monastero benedettino intitolato a san Solutore, distrutto nel 1536 dai francesi. Tutti i beni appartenuti al monastero furono donati ai Gesuiti a condizione che erigessero un tempio in onore dei tre martiri per trasferirvi i loro corpi e così avvenne il 19 gennaio 1975, con una solenne cerimonia a cui intervennero Emanuele Filiberto, l’episcopato piemontese e una grande folla di fedeli.
mercoledì 19 novembre 2014
Santo del giorno
Nata nel 1241 da una famiglia nobile di Hackeborn, entrò a soli 7 anni nel monastero di Rodersdorf, dove era già monaca sua sorella Gertrude, badessa della comunità anche dopo il trasferimento di questa a Helfta. Per le sue doti intellettuali e artistiche, le fu affidata la direzione della scuola del monastero e fu nominata “cantora” per la bella voce e per il fervore nella lode a Dio. Tutto il suo raccoglimento e la sua pietà convergevano verso la liturgia, dalla quale lei ricavava lumi di contemplazione. Era anche solita infliggere dure penitenze e mortificazioni al suo delicato corpo per compensare il male commesso dai peccatori. Dal 1295 si aggravarono le atroci emicranie di cui soffriva insieme ad altre infermità e morì il 19 novembre 1299. Benché non sia mai stata canonizzata, Matilde è venerata come santa e inclusa nei martirologi.
domenica 16 novembre 2014
Santo del giorno
Nata nel 1256, Gertrude entrò a soli 5 anni nel monastero di Helfta, dove vigeva la regola benedettina con l’adozione di alcuni usi cistercensi; sui 26 anni, per intervento divino fu introdotta nella vita contemplativa e mistica, attirata dalla spiritualità liturgica propria della regola benedettina e dal pensiero di sant’Agostino, san Gregorio Magno e san Bernardo. L’osservanza rigorosa della regola, le lunghe veglie e gli estenuanti digiuni debilitarono il suo corpo e aggravarono la sua salute causandone la morte il 17 novembre 1301 o 1302. La sua fama letteraria riposa sulle sue opere certe che ci sono pervenute, le Revelationes e gli Exercitia spiritualia. Non fu mai ufficialmente canonizzata, ma nel 1738 Clemente XII ne estese il culto alla Chiesa universale. Le sue pagine dedicate al culto eucaristico e alla umanità di Cristo fanno di lei con grande anticipo “la teologa del Sacro Cuore”.
sabato 15 novembre 2014
Una perla per te
Santo del giorno
Nato a Lauingen in Baviera nel 1206, a 16 anni si recò a Bologna dove, avendo probabilmente udito le prediche del beato Giordano di Sassonia, si fece domenicano; trasferitosi a Padova, nel 1229 ricevette l’abito dei frati predicatori dalle mani del Maestro Generale dell’Ordine, per l’appunto Giordano di Sassonia, e fu da questi inviato a Colonia, dove ricevette gli ordini sacri. Dal 1234 fu lettore a Hildesheim, a Friburgo, a Ratisbona e a Strasburgo; poi passò a Parigi dove nel 1245 conseguì il titolo di docente in teologia. Nominato reggente dello studio generale domenicano di Colonia, ebbe tra i discepoli Tommaso d’Aquino. Nel 1263 Urbano IV lo designò predicatore della crociata e promotore della raccolta di aiuti per la Terra Santa nei paesi di lingua tedesca. Morì il 15 novembre 1280 nel convento di S. Croce a Colonia; il 16 dicembre 1931 Pio XI lo proclamò santo e dottore della Chiesa, mentre Pio XII lo nominò patrono dei cultori di scienze naturali.
venerdì 14 novembre 2014
Santo del giorno
Nicola Tavelich, nato intorno al 1340 in Dalmazia, entrò nell’Ordine di San Francesco d’Assisi e, ordinato sacerdote, fu inviato come missionario in Bosnia, insieme a Deodato di Rodez; intorno al 1382 entrambi si trasferirono in Palestina, dove incontrarono altri due confratelli, Pietro di Narbonne e Stefano di Cuneo. Desiderosi di predicare la fede ai maomettani, lessero pubblicamente, con grande audacia, un elaborato nel quale esponevano la dottrina cristiana e confutavano l’islamismo, suscitando così la furibonda reazione dei presenti. Invitati a ritrattare quanto avevano detto, i quattro frati rifiutarono, dichiarandosi pronti a morire per la verità e per la loro fede: furono prima malmenati e seviziati in carcere, e dopo 3 giorni di violenze trucidati, fatti a pezzi e bruciati in piazza. Il loro martirio ebbe grande risonanza nel tempo, tanto che Leone XIII confermò il culto di Nicola e il 21 giugno 1970 Paolo VI li canonizzò tutti e quattro.
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